14 gennaio 2020
CATEGORIA: Arte Italiana

Emilio Vedova a Palazzo Reale: l’artista rompe, pone dei quesiti

Emilio-Vedova.-Installation-view-at-Palazzo-Reale-Milano-2019.-Photo-Marco-Cappelletti

Arte Rivista – Milano

Nel centenario della nascita di Emilio Vedova, Palazzo Reale dedica all’artista veneziano un’ampia retrospettiva curata da Germano Celant. Una mostra che sarà visitabile fino all’8 febbraio e che sta riscuotendo un grande successo: lunghe file si sono susseguite nel cortile di Palazzo Reale per accedere al maestoso spazio della Sala delle Cariatidi. Nel capoluogo lombardo uno spettacolo tutto sommato abituale; meno abituale il tipo di impianto espositivo dedicato alla mostra su Emilio Vedova. La mostra allestita a Palazzo Reale fa emergere gli aspetti innovativi e radicali dell’artista veneziano, che con il suo linguaggio ha contribuito notevolmente sulle vicende dell’arte moderna e contemporanea. Un’esposizione che raccoglie una cinquantina di opere, tutte di grandi dimensioni; l’occasione di mettere a confronto la sua produzione degli anni ’60, quindi dipinti e sculture come l’iconico ciclo dei Plurimi, con le grandi tele e i famosi Dischi degli anni ‘80/’90, qui installati a pavimento.

Articolo scritto da:
Francesca Grazioli

Francesca Grazioli

Nata a Milano nel 1985, nel 2011 consegue a pieni voti la laurea magistrale in Marketing e comunicazione d'impresa presso l'Università degli Studi di Milano. Giornalista pubblicista, dal 2014 è una tra i primi collaboratori di Arte Rivista.
TI POTREBBE INTERESSARE
CATEGORIA:Arte Italiana
  • nanda vigo
    Arte Rivista – Milano Si è spenta oggi Nanda Vigo, architetto, designer e artista milanese classe 1936. Un personaggio poliedrico e versatile che ha giocato un ruolo central
  • Germano-Celant-Fondazione-Prada-Osservatorio-Foto-Ugo-Dalla-Porta-1
    Arte Rivista – Milano Muore a all’età di 80 anni Germano Celant, nato a Genova nel 1940. Era da circa due mesi ricoverato nella terapia intensiva dell’ospedale San Raf
  • raffaello
    Arte Rivista – Urbino Il 2020 doveva essere l’anno di Raffaello, non del Coronavirus. Forse c’è ancora tempo, chissà. Fatto sta che oggi, 6 aprile 2020, ricorro