15 dicembre 2015
CATEGORIA: Cinema

Trailer Stellari – Come Star Wars ne ha cambiato la storia

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Arte Rivista – In una galassia lontana lontana…

 


Tutto è (ri)partito da queste immagini. Questo è stato il momento esatto in cui per la prima volta abbiamo visto qualcosa di Star Wars: Il Risveglio della Forza e lo abbiamo guardato, ri-guardato e ri-ri-guardato più e più volte insieme a decine di altri teaser, trailer e spot televisivi che si sono susseguiti uno dopo l’altro. I fan hanno sezionato, analizzato, remixato e reagito alle clip.
Ma anche se abbiamo visto un sacco, in pratica non abbiamo ancora idea di quale sarà la trama del film. Si può definire un “hype per omissione”: Star Wars sta creando un nuovo percorso in un’epoca in cui la maggior parte dei trailer servono come una sorta di Bignami del film che stanno vendendo.

Il Risveglio della Forza rappresenta l’ultimo salto evolutivo nella lunga storia del trailer cinematografico.

 

Questo è il teaser trailer della versione originale del 1977 di Star Wars. Sentite una voce familiare?

E’ lui! Possiamo chiamarlo il tizio della voce fuori campo”, anzi no, “il VoiceOverGuy (VOG)” che fa più figo. Quando i blockbuster di Hollywood hanno preso slancio negli anni ’70, il VOG spiegava i dettagli della trama e introduceva i personaggi.
Ma oggi suona datato e ciò in parte perché si tratta di un relitto dell’era primordiale della promozione cinematografica. In origine, i trailer venivano mostrati dopo i film, da qui il termine trailer (che noi tradurremmo come “rimorchio”), ed erano espliciti tentativi di pubblicizzare i film, costruiti in modo da spingere gli spettatori a tornare in sala.

 


Questo è il trailer del 1927 di The Jazz Singer, dove questo gentiluomo ci spiega quanto sia bello il film e perché. Il VOG è solo un’evoluzione di questa idea e nonostante ci siano state occasionali eccezioni (vedi Psycho e Il dottor Stranamore), la sua voce la faceva da padrone. Nel corso del tempo è forse diventata un po’ troppo familiare. Ormai ai vari “In un mondo dove..”, “In un tempo dove..”, ecc.. segue essenzialmente quella che è la sinossi del film.
Ma alla fine degli anni ’90, quando è uscito il trailer di Star Wars: La Minaccia Fantasma, il medium ha cominciato a slittare. Il VOG era meno presente e comparivano didascalie più discrete. Anche lo stile era diverso. Questo nuovo genere di trailer era decisamente più vago.
Le clip della Minaccia Fantasma erano più simili a dei mini-film, che rendevano così i trailer delle vere e proprie esperienze, nel senso più cinematografico del termine.

Se i vecchi trailer non erano che una promessa di ciò che sarebbe accaduto nel film, questi al contrario possono essere goduti singolarmente e non a caso il loro emergere ha coinciso con quello della perfetta piattaforma di distribuzione: Internet. Nel 1998, quando un bootleg del trailer originale della Minaccia Fantasma fa la sua comparsa online, il web impazzisce. Il giorno successivo la Lucasfilm è dunque costretta a mettere a disposizione un download ufficiale sul proprio sito. Ricordiamoci che era il 1998: i fan erano obbligati a scaricare il video per poterlo guardare, il che significava un’interminabile attesa.

Non era il massimo, ma il trailer aiutò a lanciare l’idea di Internet come piattaforma video. Guardandolo più e più volte, i fan divennero impazienti di sapere cosa sarebbe successo e iniziarono a sezionare le immagini delle grandi battaglie spaziali, del nuovo Jedi e della spettacolare doppia spada laser di Darth Maul.

Poi il film è uscito. Fu un successo, ma si può dire con certezza che non è stato proprio all’altezza delle aspettative dei fan. Dove il trailer era elegante e stiloso, La Minaccia Fantasma era goffo e impacciato, e i successivi trailer della trilogia dei prequel hanno abbandonato questo sentiero in favore di un plateale spiattellamento dell’intera storia. Quando uscì La vendetta dei Sith non c’era nemmeno bisogno di vedere il film, con il trailer che svelava quasi tutti i principali colpi di scena. E per molta parte, questa è la tendenza che prevale ancora oggi con i trailer che utilizzano ogni sorpresa il film riservi per convincere la gente ad andare in sala.
Con così tante informazioni riversate sui fan e con la cultura online che rende così facile condividere i propri punti di vista, si è iniziata a creare una vera e propria industria a domicilio. Il trailer de Il Risveglio della Forza giunge in un’epoca di dissezione: i fan non si limitano a guardare i trailer, li scompongono, li analizzano, fanno dei video di reazione, li remixano, fino a dare vita a delle riproduzioni shot-for-shot utilizzando pezzi di cartone.
E intanto Hollywood presta molta attenzione, perché oggi non ci si limita più ai trailer. Siamo infatti invasi da spot televisivi, pubblicità, featurette, post sui social media che annunciano il teaser del trailer di un trailer di un film che uscirà fra un anno. Questo fenonemo non sembra intenzionato a fermarsi ed è ovunque. E questo è esattamente il motivo per cui la relativa segretezza riguardo al Risveglio della Forza ci è sembrata così rinfrescante.

 

 

Basta ascoltare i dialoghi: “Chi sei?” “Nessuno”. Per la prima volta da anni ci sentiamo davvero provocati e la cosa è eccitante. Dopo essere stato detto troppo per troppo tempo, il pubblico è alla disperata ricerca di una vera sorpresa e qui la cosa si fa interessante: con sempre più blockbuster che fanno parte di queste enormi universi espansi non c’è ragione per gli studios di svendere la trama o rovinare i segreti dei film perché non si ha realmente bisogno del VoiceOverGuy quando si hanno i loghi Marvel, DC o Lucasfilm.

 
Star Wars cambierà per sempre il modo in cui sono fatti i trailer?

Forse.

Le varie tendenze dei trailer vanno e vengono così come cambia il nostro gusto nel modo di fruire informazioni visive ma, come abbiamo già visto, i trailer si sono dimostrati in grado di avere un impatto fondamentale sulla forma d’arte in sé.

Ma non prendiamoci in giro, non importa quanto meraviglioso e artistico il trailer possa essere, è pur sempre marketing e anche il miglior trailer del mondo non può rendere grande un film.

Articolo scritto da:
Simone Buzzi Reschini

Simone Buzzi Reschini

Nato a Varese, si laurea in Lettere Moderne a Milano e ora vive a Bologna dove frequenta la magistrale di Cinema, Televisione e Produzione multimediale. Appassionato ad arte di cinema, navigatore incallito e divoratore di serie TV.
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