19 novembre 2016
CATEGORIA: Cinema

#TorinoFilmFestival: Jesús di Fernando Guzzoni

Jesus

Santiago (Cile). Jesús trascorre le proprie giornate allenandosi in una banda K-pop. Occasionalmente fa uso di droghe e non sembra particolarmente ben disposto verso successi scolastici e lavorativi. Dalla morte di sua madre vive con il padre, Hector, in un appartamento dove la televisione riempie gli spazi vuoti lasciati dalla loro incapacità di comunicare. Una sera, Jesús si confida con il padre e confessa di essere coinvolto in una situazione irreversibile. Una condivisione che porterà i due, inevitabilmente, a riavvicinarsi.

Opera seconda del regista Fernando Guzzoni, Jesús esordisce al Torino Film Festival all’interno della principale sezione competitiva. Un drammatico coming-of-age che, sulle orme del film d’esordio del cineasta cileno, Dog Flesh (Carne de Perro), tratteggia uno scontro generazionale. Quello tra i padri, vissuti all’ombra della dittatura di Augusto Pinochet, e i figli di un’epoca iper-globalizzata, iper-sessualizzata e svuotata da ogni ambiziosa ideologia.

Jesus

Un primo atto che palesa i tratti tipici di un film “di formazione”: Jesús è un ragazzo di 18 anni, privo di aspirazioni. Privo altresì di una salda figura paterna che risulta perlopiù assente nella vita del figlio e che presenta quella sorta di malessere interiorizzato frutto di anni vissuti sotto un regime militare, precedentemente affrontato nel lungometraggio Carne de Perro. Il malessere di Jesús trova piuttosto forma in una violenza che si manifesta talora in un pestaggio, se non in una fellatio o in pratiche sessuali promiscue, più forme di appagamento e compensazione che atti mossi da un sentimento.

Ma è forse nell’ultimo atto che Fernando Guzzoni schiera le proprie carte prendendo le distanze da molti fillm sui generis. La prospettiva del padre e l’elaborazione delle colpe del figlio permettono al regista di attingere a piene mani all’immaginario cristiano. Il tradimento da parte delle persone amate, l’invocazione del perdono del padre da parte del figlio, il bagno nelle acque gelide di un torrente, quale atto ultimo di redenzione e purificazione dai peccati.

Articolo scritto da:
Alex Zambernardi

Alex Zambernardi

Nato a Magenta nel lontano 1991, nel 2015, conclusa una triennale nell'ambito della comunicazione, sopraffatto dalla passione cinefila intraprende la laurea magistrale in Cinema e Media presso l’Università degli Studi di Torino. Su Arte Rivista si occuperà di raccontare il meraviglioso mondo della settima arte.
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