22 novembre 2015
CATEGORIA: Cinema

#TorinoFilmFestival: Suffragette di Sarah Gavron

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Arte Rivista – Torino

Il film di apertura (e  in anteprima italiana) in questi giorni al 33° Torino Film Festival: Suffragette diretto da Sarah Gavron (Brick Lane) e scritto da Abi Morgan (The Iron Lady, Shame e Brick Lane), che uscirà nelle sale italiane a marzo 2016.

Il film è ambientato nella Londra del 1912, le donne stanno portando avanti la loro lotta per il diritto al voto, guidate dall’attivista britannica che nel 1903 fondò l’Unione sociale e politica delle donne (Women’s Social and Political Union), Emmeline Pankhurst (interpretata da Meryl Streep). Il film racconta la storia delle donne protagoniste di questa lotta come Maud Watts (Carey Mulligan) fa la lavandaia da quando ha sette anni, in un luogo di lavoro poco sicuro, dominato dalle prepotenze del proprietario, è sposata con Sonny Watts (Ben Whishaw) che crede che lei deve solo lavorare e fare la moglie.
Maud si trova per caso nel mezzo di una sommossa organizzata dalle suffragette, dopo un’iniziale riluttanza aderisce al movimento, nella speranza di ottenere quella libertà che a lei, come a tante altre, è sempre stata negata.
Entrando nel gruppo fa amicizia con altre donne come: Edith Ellyn (Helena Bonham-Carter), Violet Miller (Anne-Marie Duff), Emily Wilding (Natalie Press) e tante altre, donne che credono e vogliono un vero cambiamento, vogliono godere dei loro diritti.
Gli uomini, il governo erano contro questo movimento ma non solo anche le altre donne non erano d’accordo o meglio non avevano il coraggio di affrontare e cambiare il sistema.
La lotta è difficile e dolorosa, Maud lo prova sulla sua propria pelle il marito la lascia e gli porta via il figlio George per sempre.

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Come ha detto la regista « Pochi ricordano quello che successe realmente in quegli anni. Le suffragette appiccavano incendi, bombardavano edifici e non avevano paura di niente. Voglio dire, oggi quante persone conoscete pronte ad affrontare uno sciopero della fame per una causa e, per la stessa causa, essere poi sottoposte alla nutrizione forzata? »
Infatti ancora oggi nel 2015 la situazione delle donne è si migliorata ma non cambiata, c’è sempre una sottile differenza tra l’uomo e la donna, in Arabia Saudita le donne potranno votare da dicembre 2015, come mostrano le frasi che scorrono a fine film.

Sarah Gravon non vuole raccontare un evento secondo la storia o meglio riporta i fatti com’erano all’epoca, raccontando un fatto storico attraverso la storia delle donne che hanno lottato, donne comuni che non lottano solo per i loro diritti ma anche per quello delle generazioni future — questo è anche uno dei motivi per il cambio di idea di Maud, quando a letto con il marito e le chiede “e se George fosse stato una ragazza?” Il marito le risponde “avrebbe avuto la tua stessa vita”.
Riesce a raccontare e mostrare al pubblico una ricostruzione eccellente di quegli anni non solo con i fatti raccontati ma anche attraverso gli abiti, i mezzi pubblici, i paesaggi, le fabbriche.
Gravon mette insieme un cast femminile fenomenale: dando il ruolo da protagonista a Carey Mulligan, quando nel cast c’è anche Meryl Streep dandole un ruolo importante ma si vede poco. Nel film c’è anche la presenza di Helena Bonham Carter che mostra tutta la sua bravura.

Articolo scritto da:
Martina Andrea Ponti

Martina Andrea Ponti

Nata a Milano il primo dell’anno del 1991. Dopo essersi laureata in Scienze Umanistiche della Comunicazione, dopo un anno di Specialistica in Scienze della Musica e dello Spettacolo, decide di cambiare tutto e trasferirsi a Torino per studiare Cinema e Media. Per Arte Rivista si occupa di cinema e fotografia.
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