18 settembre 2015
CATEGORIA: Cinema

Eggplant: due chiacchiere con l’autrice

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Arte Rivista – Milano

E se le nostre emozioni fossero completamente diverse viste da fuori? Se il nostro volto facesse trasparire sentimenti opposti a quelli che proviamo? Come ci relazioneremmo con gli altri e con il mondo?

 

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A questa domanda ha provato ha dare risposta Yangzi She, regista di Eggplant, uno dei corti più apprezzati del Milano Film Festival.
Il protagonista è Durian, un bambino che dalla nascita sorride quando è triste, piange quando è felice, ride quando soffre.
Un cortometraggio davvero profondo, che tratta temi importanti come l’incomunicabilità, il conformismo e la solitudine.

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Abbiamo intervistato per voi la signorina She, promettente animatrice e regista cinese, che ormai lavoro in pianta stabile a Los Angeles.
Quando è nata la tua passione per l’animazione?
Ho sempre amato l’animazione sin da quando riesco a ricordare, e ho iniziato ad amare il lavoro dell’animatrice fin da quando frequentavo le prime lezioni alla scuola d’animazione, nel 2010.

Hai un modello per il tuo lavoro? Cosa ha ispirato la tua storia?
Non c’è un modello specifico per questo lavoro. Stavo scrivendo una storia in lingua cinese, ma ho avuto problemi a tradurla in inglese per il corso di critica. Andavano perse così tante informazioni e sfumature, che alla fine ho pensato di scrivere questa storia riguardo Durian.

Con quale dei due personaggi del tuo corto ti identifichi di più: Durian o il fotografo?
Forse con entrambi. Sono una straniera negli Stati Uniti, perciò ci sono molti momenti in cui mi sento come Durian. In alcuni casi, come per esempio al lavoro, sono davvero felice di fare del mio meglio per adattarmi, e ho un fotografo dentro il mio cuore che controlla se sto facendo la cosa giusta. Altre volte cerco di seguire soltanto la strada che mi fa sentire più a mio agio.

Uno dei temi trattati in Eggplant è la comunicazione. Considerata la tua esperienza, hai mai avuto problemi in quest’ambito?
Sì, esatto. Sto lavorando o meno più come traduttrice adesso, e spesso le persone mi dicono che a loro non sembra che io abbia problemi ad esprimere le mie idee in inglese, ma, attualmente, cerco di evitare argomenti di cui non saprei parlare correttamente in inglese, e sono consapevole di quanto sia limitato questo mio raggio d’azione.

Quanto tempo ha richiesto la realizzazione del tuo cortometraggio?
Eggplant è stata la mia tesi per il master in animazione presso la UCLA, ho avuto un anno per completarlo, cioè la durata del master, ma non ci ho lavorato sopra tutto il tempo.

Qual è il tuo cortometraggio d’animazione preferito?
Mi piace moltissimo Marilyn Miller di Mikey Please ed ho guardato molte volte il suo corto The Eagleman Stag, mentre stavo scrivendo Eggplant.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Adesso sto lavorando su una storia e spero di farne un cortometraggio o una graphic novel.

 

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Articolo scritto da:
Alessio Scalzo

Alessio Scalzo

Cresciuto ad Agrigento, milanese dal 2009. Laureando in Lettere Moderne, esperto di editoria, dal 2015 attraverso Arte Rivista muove i suoi primi sicuri passi nel mondo dell'arte.
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